29 settembre 2009

CONOSCERETE LA VERITA' E LA VERITA' VI FARA' LIBERI (2^ PARTE)


Il desiderio di libertà molte volte non è altro che: il desiderio di scoprire il nuovo per abbandonare il vecchio. Certamente la proposta di libertà ha in sè come offerta, sempre qualcosa che è novità, rispetto allo "status quo" in cui stiamo vivendo.
La novità, a sua volta ha in se l'entusiasmo e
il "primerio zelo". Questo potrebbe bastare per certificare la novità come la scelta giusta,
per essere liberi? la libertà è sinonimo di novità? Meglio dire: Tutto quello che ci si presenta come novità è sempre garanzia di libertà?  La libertà senza dubbio possiede in se
il "novum", di quello che non abbiamo ancora conosciuto o che non abbiamo, perchè ne siamo stati privati. Il "novum" di un sentiero che si pone  davanti e non conosciamo. Ci si cammina "un passo alla volta" barcollando, scoprendo
pezzo per pezzo la strada da percorrere. Un sentiero che non conosciamo ma che dobbiamo imparare a conoscere. Esso è "buio" per i nostri occhi, tanto che il "novum" lo percorriamo con "una lampada al nostro piede e una luce che possa illuminare il sentiero"( Salmo 119:105). Ma questo non è sempre qualcosa che possiamo definire "novità" nel senso moderno e secolarizzato del termine.  Non sempre in un "novum" troviamo l'entusiasmo di una scoperta che in qualche maniera migliori la nostra esistenza, in quanto cittadini del mondo e figli del progresso e dell'innovazione. Il "novum" può essere anche una strada che non vorremo percorrere, qualcosa dove ci sono meno "luci" rispetto al vecchio sentiero, un sentiero meno sicuro e soprattutto percorso da pochi. Per il profeta che veniva da Bethel  proprio questo rappresentava la "nuova via", per la quale era stato chiamato a percorrere per ritornare a casa ( 1 re 13:9).
Il popolo di Israele, dal racconto dei profeti, molto spesso ha frainteso  "l'essere libero con la novità". Da questo fraintendimento scoprivano un unica libertà ( se libertà ci si può chiamare) cioè quella di essersi "liberati di Dio". Tutto ciò che era "novità" veniva assimilato come manna dal cielo. La novità la rese una nazione che guardava avanti, ma senza sapere però mai dove posare lo
sguardo. Dio apparteneva al "vecchio", nel mondo nuovo non c'era spazio per Lui, o almeno per un Dio che non si era messo a passo con il tempo nuovo. Dal nuovo Israele naque una nuova speranza, ma che ben presto divenne un "chimera" che divorò coloro che in lei avevano posto la loro fiducia.  Il profeta Geremia allora grida davanti a questo "nuovo mondo" di "ritornare ai sentieri antichi" ( Geremia 18 : 10). Una parola quanto meno anacronistica e fuori luogo per gli uomini di ogni tempo, ma coraggiosa e fedele. Ritornare ad essere un popolo libero, perchè non c'è legame più forte della falsa libertà, quella che si ottiene con le catene della novità. I sentieri antichi, quelli percorsi tra deserti impervi. Quelli nati tra le montagne d'acqua e incerte paludi. Perchè tra questi sentieri Israele ha conosciuto la vera libertà. La libertà di essere finalmente un popolo e non più manodopera a servizio di altri uomini. Quella di sapere di possedere una propria terra da raggiungere. Ma soprattutto di essere un popolo in movimento, verso un futuro incerto ma pieno di speranza. La libertà di aver scelto di tuffarsi nel mare e di abbandonare lo scoglio della schiavitù.
Allora cosa desidera oggi l'uomo moderno? La libertà di divenire veramente un uomo libero,
oppure la libertà di essere nuovamente schiavo di una schiavitù, ancora più forte, la quale noi chiamiamo "novità". Liberi di fare, quello che non abbiamo ancora fatto. Liberi di provare quello
che non abbiamo ancora provato. Libero di vedere quello che non abbiamo ancora visto. Ma tutto questo cosa e dove ci condurra? La risposta arriva dal Cristo che ci ripete: Se siete miei discepoli,
conoscerete la verità, e la verità vi farà liberi. Allora ciò che ci rende liberi non è la "novità" ma
conoscere la verità.  La verità è anche di  conoscere le cose per quelle che veramente sono e non per quello che ci viene presentato dagli altri o da se stesse. Le cose per come si palesano davanti a noi, privandole di false illusioni e compromettenti  promesse.  La verità di guardare "la natura di ciò che ci si pone davanti" la loro vera "sostanza". La verità di renderci conto : "A Cosa siamo chiamati a rinunciare, accettando di essere liberi attraverso, non una nostara decisione, ma attraverso l'acquisizione di nuove esperienze e "nuovi sapori". Credo che quest'ultima in realtà è l'idea di Libertà che è nelle menti e nel cuore dell'uomo moderno. Ma questa idea ha portato l'uomo ha delle nuove schiavitù, che purtroppo continua a chiamare libertà.

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