4 ottobre 2009



IL SOGNO E LA STORIA: IL PENSIERO E L’ATTUALITA’ DÌ: MARTIN LUTHER KING




Un pomeriggio mi trovavo con mia moglie in un rinomato centro commerciale. Mentre ci incamminavamo verso la porta di uscita, notavo tante persone, che come me erano lì intende nelle loro faccende. Ciò che attirò la mia attenzione fu quando mi accorsi, che la maggior parte di loro avevano il colore della pelle diverso dal mio. In quel momento, quasi d’improvviso, sentii una sensazione particolare, che non avevo mai provato prima. Nell’osservare quella scena, provavo un senso di “piacere e contentezza”. Questa sensazione mi costrinse a fermarmi per un attimo, per godere in quel momento tutto il piacere di quell’ esperienza, che mi piace chiamare (credere) “Benedizione” . Una benedizione nata dalla consapevolezza “ nell’immediato” di vivere finalmente in una società pluralista .

Questa “benedizione”, poi però mi ha portato a riflettere sui rapporti di convivenza, con i quali vivono i “cittadini del mondo”.

La diversità vien molte volte vista, non come un benedizione ma come un problema; per tanti addirittura, un problema da “risolvere”con ogni mezzo. Gli “altri” non sono come “noi”, qualcuno ha detto: “hanno il colore della pelle diverso”. Questo basta tante volte a convincerci, che “gli altri” quelli colorati in modo diverso, sono cittadini di serie B. Non comprendo, come si possa pensare, che un colore diverso basti a dividere la nostra società in livelli “alti” e “bassi”. Personalmente credo che questo sia assurdo, addirittura inspiegabile, per chi come me riconosce nel “colore” un valore “terapeutico”, cioè vivere tra colori diversi mi fa sentire meglio.

Pensare che, la storia ci racconta di questi strani “individui”, che non amando il colore, desiderano un mondo “monocromatico”, reputando gli altri, quelli di un colore diverso, una “razza inferiore”. A volte questi ,“ i bianchi” si definiscono anche dei cristiani. Ma mi chiedo come si può essere seguace di Cristo, se per primo Gesù, ha tanto amato la diversità. Certamente Egli non era un monocromatico, anzi valorizzava “il colore” di chi incontrava.

Oggi viviamo in una città pluralistica, possiamo dire in una società “colorata”, sembrerebbe che l’infezione del razzismo sia ormai debellata. Invece, ancora oggi tristemente si legge, che proprio la nostra bella Italia è a rischio razzismo .

E’ strano che proprio degli italiani siano contagiati da questo “virus” , da questa vera e propria malattia che viene chiamata xenofobia . Strano perché fino a qualche anno fa “gli altri”, eravamo noi. Anche noi eravamo tra i “colorati”. Emigravamo anche noi in paesi lontani in cerca di una vita migliore . Ma la memoria delle nuove generazione è assuefatta da una società, che dimentica le sue origini e crede che tutto sia nato “oggi”. Forse una cura per questa infezione sia proprio rinnovare la memoria storica di questi avvenimenti,che hanno segnato profondamente il nostro paese, nella memoria delle nuove generazioni e non solo . Rivalutare gli uomini e le donne che realmente sono “diversi”, perché di una qualità di persone che diventa sempre più raro trovare. Persone speciali, perché con la loro vita hanno reso il “mondo” di oggi, migliore di quanto lo sia stato il loro. Singoli individui ma a volte comunità, animate da quello Spirito che ama il “mondo” e i suoi “colori”.

Uno di questi è il pastore battista Martin Luther King jr.

Martin Luther King nasce dopo un parto difficile ad Atlanta, Georgia, nel sud degli Stati Uniti, dove il problema razziale è sentito con angoscia e urgenza particolare. Figlio e nipote di pastori battisti. Egli nel 1954 si insedia alla Baptist Church di Montgomery, Alabama, dopo una brillante carriera accademica presso il Crozer Seminary di Chester, in Pennsylvenia e poi nella Boston University che poi conseguirà la PhD. Dopo la nascita della sua prima figlia egli rifiutò la presidenza della NAACP (National Association for Advancement of Colored People), questo fece sembrare che, King avesse un ripensamento nella lotta alla segregazione razziale. Invece quando nel 1955 nasce il movimento dei diritti civili, egli ne diventa leader e bandiera. La scintilla si ha a Montgomery, quando Rosa Parks una donna afroamericana , salita sull’autobus come ogni mattina, alla pretesa di un bianco di occupare il suo posto, ella si rifiuta. Allora viene arrestata e poi multata. Da questo si organizza un boicottaggio dei mezzi pubblici da parte delle persone di colore, tanto da costringere la compagnia dei trasporti pubblici a scendere a condizione per le grosse perdite economiche che avevano avuto. Il 13 novembre 1956 la corte Suprema dichiara incostituzionale la discriminazione che si faceva sugli autobus . Dopo questa vittoria King punta a delle altre, in cima alle sue richieste c’è il diritto di voto. Esso fu ottenuto nel 1965 e l’anno prima veniva approvata la carta dei “Diritti civili”. Nel 1957 si apre per King il fronte dei contatti politici ufficiali e nello stesso anno il Times lo dichiara uomo dell’anno. Inoltre si reca in India dove approfondisce il “metodo della non violenza di Gandhi”, apprendendo che, sulla base di una disciplina interiore e da una chiara strategia, ma sempre non violenta, ci si poteva ottenere giustizia . Nel 1960 viene trasferito ad Atlanta, la città più grande del Sud. Intanto emergeva al nord un nuovo punto di riferimento per la lotta contro la segregazione razziale: Malcom X , che non condivideva con King il metodo della non violenza. Infatti, proprio quando King decise nel 1966 di esportare al nord le sue idee e il suo metodo, lì ebbe le maggiori difficoltà. Egli si ritrovò a scontrarsi, da un lato con le componenti sindacali radicali e dall’altro con le frange interne al movimento, che avrebbero preferito alla non violenza un intervento più deciso contro il potere vigente. Il 28 agosto del 1963 si tenne a Washington davanti a una grande moltitudine di persone, il suo discorso più famoso, che ebbe come slogan: “ I have a dream”. Esso rimane scolpito nei cuori di tutti coloro che sperano in un “mondo migliore”. In questa occasione Malcom X commenta: “ il dr. King aveva un sogno mentre tutti i nostri negri vivono un incubo”. Nel 1964 gli viene assegnato il Nobel per la pace. Nel febbraio del 1965 ci fu l’assassinio di Malcom X e questo fece esplodere nei ghetti delle violente rappresaglie, tanto che King alla luce dei fatti ebbe una brusca battuta di arresto.

Quello degli ultimi anni sembra essere un altro King, non abbandona mai il metodo della non violenza, ma ne sembra sempre meno convinto. Negli ultimi anni si occupò del problema della povertà e in questo senso concentrò i suoi sforzi. Egli si convince che l’America è una “società malata”, che deve essere risanata. Nel 1967 partecipa a Chicago ad una marcia contro la guerra del Vietnam, denunciando inoltre, che i soldati di colore erano trattati in modo discriminante rispetto a quelli bianchi. Nell’ultimo anno della sua vita egli cerca di rafforzare i temi sociali in favore dei poveri. Pensa di organizzare una marcia dei “poveri” su Washington. Ma il 4 aprile 1968 a Memphis, King viene colpito mentre è affacciato al balcone di un albergo. Si interrompe la vita di un uomo “speciale” che aveva un sogno speciale. La sua vita è stata interrotta ma il suo sogno continua nelle vite di coloro che amano i suoi stessi ideali. Se fosse ancore in vita avrebbe visto, parte di quel sogno realizzarsi.

Un giorno disse King:” Cristo mi ha dato lo Spirito e le motivazioni, Gandhi il metodo”. In queste parole è sintetizzato tutto il suo pensiero sia teologico che ideologico. In primo luogo egli diede ai neri il diritto di partecipare al “sogno americano” ma contemporaneamente, di continuo faceva appello ai più alti valori cristiani. La sua arma preferita era la predicazione che dai pulpiti delle chiese o da quelli allestiti nelle piazze, anche attraverso il testo biblico, infiammava e incoraggiava i cuori. La sua predicazione così divenne uno strumento per guidare il “cambiamento sociale” che stava avvenendo attraverso la rivendicazione dei diritti civili. King aveva una grossa fiducia nella costituzione Americana. La sua rivendicazione era proprio di applicare la costituzione per tutti, anche per i neri. Quindi il movimento dei diritti civili non diventa in realtà un movimento di dissenso ma un movimento di consenso più alto; infatti esso cercava di superare le amministrazioni locali e anche quelle federative. Esso puntava a realizzare i principi costituzionali in ogni cittadino . Un movimento, come si è detto fondato sulla non violenza. Questo principio era molto forte in King, tanto da diventare in lui una vera e propria “fede”. Disse una volta: ”Se applichiamo la legge occhio per occhio e dente per dente, tutti rimaniamo ciechi e sdentati.” L’impegno per la liberazione dei neri dalla segregazione razziale passa per il cuore oltre che per la mente e sconfigge le ragioni del risentimento e della vendetta, le quali complicano solo le cose. Pertanto la sua scelta è quella dell’amore per il prossimo e la riabilitazione del prossimo. Da Gandhi aveva appreso che l’amore per i nemici poteva essere uno strumento potente per la trasformazione collettiva. Inoltre, sceglie la via della non violenza, anche perché sa bene che da un punto di vista empirico, lo scontro tra un gruppo di dimostranti e le forze di uno stato, pronto a schierare l’esercito, farebbe pendere la bilancia a favore di quest’ultimo; senza contare i morti e i feriti che lascerebbe sul campo. Egli vuole lottare contro le strutture ingiuste e non contro le singole persone.

Sicuramente le chiese afroamericane hanno costituito il terreno fertile da dove attingere e iniziare le battaglie per i diritti civili e il superamento della discriminazione razziale.

Da un punto di vista biblico sono chiari nella sua predicazione, atta come si è detto ad essere uno strumento per portare avanti il suo movimento , i riferimenti ad alcuni passi della scrittura: il Sermone sul monte, con il suo messaggio di conforto per i disagiati e di affermazione della non violenza; quello della profezia che Gesù applica a se stesso e cioè: sono venuto a per bandire l’anno di liberazione; infine la parabola del buon samaritano, per la solidarietà con le vittime e l’abbattimento delle barriere etniche e razziali.

Invece per quello che riguarda la sua teologia, essa non fu accademica, ma nel corso drammatico della storia ha imparato a fare teologia . Ma certamente ha avuto nella sua formazione delle basi teologiche, che hanno influenzato le sue scelte e la sua visione della vita. Dal vangelo sociale trasse la visione del Regno di Dio, che pone il cristiano al di sopra del semplice valore individuale, proiettando la sua responsabilità verso la società. Dalla teologia della crisi, si convinse che il peccato è una categoria teologica che spiega la discriminazione, la schiavitù e anche alla guerra. Dalla teologia personalista trasse il concetto che l’essere umano anche se è un tuo nemico, deve essere rispettato. Infine come abbiamo detto da quella gandiana, che l’amore può essere utilizzabile anche come strumento contro l’ingiustizia .

Come abbiamo detto il suo impegno non si limita soltanto ai diritti civili, ma intraprende una serie di iniziative miranti a destabilizzare il potere economico dei bianchi. In quanto si rende conto che tra i poveri del paese la maggior parte sono neri. Questo perché la classe politica fornisce vantaggi e opportunità di lavoro e di guadagno ai bianchi a discapito dei neri. King non ama l’assistenzialismo ma lotta per una maggiore equità economica; per una migliore distribuzione delle ricchezze, proponendo al governo americano notevoli investimenti in questo senso. Investimenti di denaro ma anche di disciplinare il mondo del lavoro, colpendo lì dove c’è discriminazione.

Certamente bisogna dire, che la buona riuscita delle imprese del movimento non è dipeso solo da King, ma certamente dal fatto di avere al proprio fianco altre persone speciali come lui. Un esempio è proprio Rosa Parks. Certamente prima di lei tanti e tante altre hanno avuto una reazione davanti ad una tale imposizione; ma la reazione di Rosa, determinata ma nello stesso tempo composta e la sua testimonianza di una donna assennata e corretta, hanno fatto si, che questa volta potesse accendersi quella scintilla, che poi divampa in quel giusto fuoco destinato a perdurare e a coinvolgere gli altri. Lo stesso King dice di lei, come una cristiana vera e una donna da prendere da esempio .

Oggi a distanza d’anni ricordiamo un uomo che attraverso la sua breve vita ha creduto in un sogno che per tanti era o per alcuni lo è ancora irrealizzabile. Un sogno che ha pagato con la vita, ma come lui stesso disse il giorno prima di morire: “ Vivere a lungo a i suoi aspetti positivi. Ma la cosa non mi interessa . voglio fare la volontà di Dio”

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