3 ottobre 2009

LO SPIRITO EXTRAECCLESIAM



DÌ PALMIERI NICOLA

Lo Spirito Santo è uno strumento della Chiesa, oppure la Chiesa è strumento dello Spirito?

Per molti anni ho creduto che lo Spirito fosse rinchiuso nella mia denominazione religiosa, ma mi sono accorto che fuori dalla “porta della mia chiesa”, Egli continua ad operare. Il problema “è” che non me ne sono mai accorto, forse perché non porta sempre la mia stessa “etichetta”.

Lo Spirito ci sorprende sempre, perché non è mai come pensiamo , né asseconda la nostra logica escludentista. Infatti, lo troviamo sempre all’opera; dovunque c’è un cuore “predisposto” desideroso di libertà e giustizia. Anche quando le strutture ecclesiastiche si fermano, Egli continua e non si ferma fin quanto non ha raggiunto il suo scopo.

La Storia(intesa con la S maiuscola, perché è quella dell’umanità) degli uomini è costellata di interventi dello Spirito. Tante volte l’uomo si è trovato ad interpretare un ruolo nella Storia più grande di lui. Ha raggiunto obiettivi e ha ottenuto conquiste che mai avrebbe sperato di raggiungere. Purtroppo, credendo a volte di essere l’unico fautore della Storia, non sempre riuscendo a comprendere e a scorgere in essa “l’opera dello Spirito”.

Il “mondo” che viviamo, è il progetto e la conquista di uomini e “situazioni”, davanti alle quali siamo portati a riflettere e a chiederci:” quale parte abbia avuto in essi Lo Spirito?”. Quando è apparso un clima di rassegnazione e tutto era destinato a sussistere al male e al disagio, improvvisamente degli uomini hanno “preso in mano “ le sorti del mondo, cambiando gli eventi, riportando la pace e la giustizia. Uomini che non facevano parte di nessuna chiesa costituita e di nessun circuito ecclesiastico, ma certamente guidati da qualcosa, oggi io dico:” da qualcuno”, che aveva per loro preparato la strada che dovevano percorrere.

Con “Nessuna chiesa”, voglio trasmettere il pensiero di : non appartenenti a nessuna struttura ecclesiastica stabilita. Nessuna comunità di credenti che si definiscono tali. Una parola convenzionale, per indicare uomini o movimenti che si trovano a vivere le loro vite al di fuori delle istituzioni religiose, che nella storia si sono formate. Non certamente la Chiesa, quella invisibile che solo Dio conosce . Perché dove c’è lo Spirito, lì c’è la chiesa .

A volte Lo Spirito è tanto discreto nel suo operare, che nemmeno ce ne accorgiamo. Perché?

Forse la causa principale è una mancata riflessione sullo scorgere i suoi “segni laici” nel mondo e nel tempo ; perché ci siamo abituati all’idea che Egli è:” un’esclusiva delle chiese”. Di questo ne sono convinti non solo gli ecclesiastici, ma la maggior parte dei “Ben pensanti”

Il mondo è fuori dall’opera dello Spirito, perché:” il suo interesse è solo di riempire le panche vuote della chiesa”. Forse questo è il pensiero di molti leader religiosi, che vogliono appropriarsi dello Spirito, non diventando loro suoi strumenti, ma credendo di trasformare Lui in un loro strumento, oserei dire di “successo”. Ma si sa “Lo Spirito è come il vento” soffia dove vuole, chi crede di catturarlo o di controllarlo si ritroverà a stringere delle mani vuote.

Lo Spirito soffia, nel mondo che ha bisogno di Lui. Suscita uomini a volte senza preoccuparsi della loro estradizione sociale o delle loro capacità, attraverso di loro trasforma le situazioni, dona la speranza di un mondo migliore, ma soprattutto cerca di rendere giustizia al povero e all’offeso, dona il diritto agli uomini dove è stato calpestato. Favorisce gli umili e non si dimentica dei deboli .

“Ogni cosa buona e ogni dono perfetto vengono dall’alto e discendono dal Padre” leggiamo nell’epistola di Giacomo . Allora, non c’è niente di migliore dello Spirito, che dal Padre viene mandato nel mondo per donare la vita, la giustizia e la pace.

Ogni cosa buona cioè:” tutto quello che migliora la vita dell’uomo”. Tutto quello che si riconosce utile e fa del bene . Tutto queste cose vengono dall’alto, sono doni dello Spirito. In questa prospettiva possiamo riflettere anche sulle conquiste scientifiche e tecnologiche dell’uomo. Tutte quelle scoperte che hanno aiutato l’uomo a preservare e a migliorare la vita in quanto tale, sono un dono di Dio, attraverso lo Spirito.

Lo Spirito i questo ultimo caso, forse intraprende nell’uomo un’opera più implicita. La capacità dell’uomo a migliorarsi e a migliorare l’ambiente che lo circonda, è data dal fatto di avere in sé una parte di “divino” cioè lo spirito. Quella scintilla o quel soffio di Dio che lo rende simile a Lui , ma Lo Spirito Santo non è del tutto indifferente all’opera “creatrice “ dell’uomo, Egli partecipa proprio alimentando quella scintilla che è in ogni uomo.

Non dimentichiamo che lo Spirito è principalmente lo Spirito della vita . Egli rende vivente l’inanimato. Allora il donatore della vita non può che amare la stessa e non può restare indifferente dove questa è calpestata. Nessuno ama la vita come il suo creatore.

L’uomo è nato libero e dove si cerca di limitare la libertà dell’individuo, si offende la vita stessa e quindi di riflesso, colui che la vita l’ha data.

Le chiese, a volte si dimenticano di tutto ciò e si limitano a veicolare l’opera dello Spirito in liturgie o soltanto nella predicazione della parola. Lo Spirito è abbandonato dalla chiesa istituzionale e allora per ristabilire la vita, la giustizia e la libertà spinge uomini che sono disposti ad andare al di là della situazione che stanno vivendo e cercano “una vita nuova”.

Lo Spirito per questo crea aggregazione, comunità e gruppi di individui, diversi tra di loro ma con uno scopo comune, un fine che li unisce, ed è quello dello Spirito.

Tanti gruppi nascono e sono nati, senza che le istituzioni ecclesiastiche neanche se ne accorgono( forse per il forte arroccamento nelle le loro posizioni), ma ascoltando le loro richieste ci accorgiamo che in realtà combaciano con quelle dello Spirito.

Comunità che non lottano soltanto per i diritti umani, ma gruppi di ambientalisti che cercano di salvaguardare la vita del nostro pianeta, che cercano di frenare l’egoismo dei capitalisti e lo sfruttamento senza controllo delle risorse naturali.

Lo Spirito di Dio, allora genera così il campo di forze dell’amore, nel quale gli uomini si sforzano di far si che tutte le cose giovino al bene del prossimo. Esso appare rivelatore di giudizio sulle potenze che dominano questo mondo. Nei contesti della vita umiliata e devastata, lo Spirito attesta che questa situazione non è sostenibile né giustificabile.

Questo allora ci fa rendere conto che in realtà, l’esperienza del divino è, non più legata esclusivamente all’istituzioni ecclesiali, ma anche in una “comunità” che è guidata dalla consapevolezza di aver scoperto una coscienza “sociale” , una comunione tra individui, un amore per la vita , soprattutto quella del prossimo. La loro religione è l’azione, la risposta agli stimoli dello Spirito, la loro chiesa è il mondo inteso come la società che ha bisogno di essere sempre migliorata per migliorare la vita.

Una “comunità” che non parla esclusivamente del Cristo, ma lo Spirito rende reali attraverso le loro vite i suoi insegnamenti e i suoi desideri. Infatti lo Spirito è anche lo Spirito di Cristo , proprio perché sono uniti da un unico sentimento ed unico fine, un unico amore, un unico scopo quello della salvezza.

Una salvezza che viene raggiunta non soltanto attraverso l’esperienza di un singolo, ma attraverso la storia di “persone” spinti dall’amore per la vita, combattendo per un mondo che deve essere salvato.

Allora la scoperta di una salvezza necessaria nella Storia dell’umanità, può portare il singolo individuo alla ricerca di una salvezza non più collettiva ma individuale, salvando la propria vita possiamo salvare quella parte di mondo che noi rappresentiamo.

Le chiese molte volte restano sempre ai margini della Storia, e permettono ad altri occupare il posto che forse lo Spirito aveva inizialmente desiderato per loro.

Se tali gruppi di solidarietà sono lontani dalla comunità cristiana, questo è per colpa dalla morale prodotta dalle tradizioni ecclesiastiche. Una tradizione che molte volte cerca di allontanare questi gruppi per una paura ancestrale, applicando verso loro dei criteri di discernimento che il più delle volte sono il frutto di interpretazioni umane e che poco hanno a che fare con lo Spirito e gli insegnamenti di Gesù.

Parlando dei criteri di discernimento, mi viene alla mente l’idea comune delle chiese riformate nel confinare la rivelazione dello Spirito unicamente nel singolo individuo. Quasi un ripiegamento dell’uomo su se stesso, per trovare la rivelazione dello Spirito. Il motto di molte chiese è”conosci te stesso e conosci Dio” . Questo certamente non è del tutto sbagliato, ma l’accentuazione di una tale posizione, può sfociare in un isolamento verso il “mondo” e verso le persone di cui è composta la società che ci circonda. Dimenticando, che lo Spirito si rivela anche attraverso la Storia e i suoi cambiamenti. Attraverso la comunità degli individui che ne fanno parte.

Se noi riconosciamo la” Parola di Dio” attraverso la narrazione di un popolo , Israele con i suoi cambiamenti e cadute, ma sempre alla ricerca della libertà e della giustizia; perché non vogliamo riconoscere nella Nostra Storia l’operare dello Spirito attraverso uomini, senza etichetta; ma spinti dalla stessa ricerca e in sostanza lo stesso fine, la preservazione della vita in quanto libertà e giustizia?

Infatti, un esempio è l’esodo di Israele e non solo. La narrazione di una liberazione, una lotta per avere la propria libertà, la propria dignità e indipendenza in quanto uomini liberi. Una liberazione dall’ingiustizia, da una schiavitù, in quanto la privazione della libertà corrispondeva alla privazione della vita stessa. Così è la lotta sostenuta da tanti uomini, che nel corso della Storia, si sono trovati a “combattere” fuori dalle chiese costituite.

Vogliamo ricordare, i movimenti pacifisti contro la guerra , quelli contro la discriminazione razziale , per la fame nel mondo, per la libertà degli schiavi d’America e non solo; il movimento femminista contro lo strapotere di un modello di famiglia patriarcale e tendente a una diversità di diritti tra l’uomo e la donna, i movimenti ecologisti e altri ancora. Non hanno tutti forse lo stesso scopo e “lo stesso Spirito”? Non desiderano tutti, quello che desideravano gli ebrei sotto la sferza degli egiziani?

Anzi quello che deve far riflettere le chiese è il fatto che: le conquiste che hanno ottenuto questi movimenti, sono poi diventate patrimonio delle chiese costituite. Cioè anche le chiese hanno beneficiato di ciò che è stato conquistato da coloro che sono “extra ecclesiam”. Altri hanno combattuto per poi ritrovare nelle chiese costituite le loro conquiste, che come hanno cambiato e migliorato soltanto la vita del mondo in quanto società di uomini, hanno migliorato anche la vita delle chiese . Lo Spirito allora riesce ad unire ciò che apparentemente è separato, in un'unica vittoria. Un esempio di questa unione è la teologia della “liberazione”.

Ma purtroppo ancora le chiese sono diffidenti verso gruppi spontanei impegnati nel sociale e in campo politico. Quasi mai vengono considerati come parte integrante delle chiese costituite. Essi si compongono di cristiani e non cristiani che sono impegnati completamente con la propria persona nelle loro attività, quasi sempre di protesta, ma vivendo sempre fuori dalle strutture ecclesiastiche.

Leggiamo dal profeta Gioele: “Io spanderò il mio Spirito su ogni carne”. Questa profezia viene ricordata il giorno della pentecoste da Pietro, affermandone l’adempimento. Ma se dice ogni carne, sta parlando degli ecclesiali e degli altri. Certamente Lo Spirito ha effuso per primo la Chiesa, ma per poi, dalla Chiesa continuare a spandersi su ogni carne, su tutti quelli che si fanno “bagnare”, indipendentemente dall’etichetta, del sesso, dell’età e della loro estradizione sociale.

Certamente questo non ci autorizza ad attribuire allo Spirito ogni movimento di protesta o qualsiasi rivendicazione sociale. Seguendo quello che scrive Welker possiamo, anche se con molta cautela, avere dei criteri di discernimento per quello che riguarda l’azione dello Spirito extra ecclesiam.

Possiamo riconoscere l’azione dello Spirito in base a tre punti: lo scopo, il modo e i suoi effetti.

-Dello scopo ne abbiamo già parlato e cioè quello di preservare la vita attraverso la giustizia la pace e la libertà. Ma soprattutto portare l’uomo alla salvezza.

-Il modo è,prendendo spunto dal capitolo del servo di Isaia : “non griderà e non farà udire la sua voce nelle piazze”. La sua rivendicazione sarà decisa ma non violenta. Non sarà causa di disordini e maltrattamenti. Non cercherà di convincere con una violenta campagna di persuasione, ma parlerà come ad uomini liberi.

-Gli effetti saranno: solidarietà e amore per il prossimo e dove è necessaria, una libera “autolimitazione” per non invadere la libertà degli altri.

Per concludere voglio lasciare al mio lettore un pensiero, che in qualche modo sintetizza ciò che ho desiderato trasmettere: “ Sono un uomo di speranza non per ragioni umane o per ottimismo naturale, ma semplicemente perché credo che lo Spirito santo è all’opera nella Chiesa e nel mondo, che questi lo sappia o no” L.J.Suenens.

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