27 marzo 2010

IL MURO DI VETRO







Cantico dei Cantici 2: 8 a 13             
”Ecco la voce del mio amico!


Eccolo che viene,

saltando per i monti,

balzando per i colli.

L'amico mio è simile a una gazzella, o a un cerbiatto.

Eccolo, egli sta dietro il nostro muro

e guarda per la finestra,

lancia occhiate attraverso le persiane.

Il mio amico parla e mi dice:

«Àlzati, amica mia, mia bella, e vieni,

poiché, ecco, l'inverno è passato,

il tempo delle piogge è finito, se n'è andato;

i fiori spuntano sulla terra,

il tempo del canto è giunto,

e la voce della tortora si fa udire nella nostra campagna.

Il fico ha messo i suoi frutti,

le viti fiorite esalano il loro profumo.

Àlzati, amica mia, mia bella, e vieni”





Palmieri Nicola



SCHEMA E CORPO DEL TESTO



Questi versi del Cantico possono essere quasi considerati come una poesia nella poesia, in quanto tra il verso sette e l’otto si nota un certo distacco di contesto e di azione. Dal capitolo 1 fino al cap. 2:7, troviamo, che i due amanti sono vicini e si contemplano l’uno con l’altro, mentre nel nostro testo, li troviamo lontani l’uno dall’altra, separati, in attesa di un’incontro, unirsi nuovamente.

Molti esegeti hanno portato alla luce che forse il Cantico in realtà è una piccola raccolta di poemi d’amore, ma messi insieme da un’attenta mano redazionale. Forse hanno ragione, ma personalmente mi piace nella nostra riflessione considerare il testo come lo abbiamo oggi tra le mani. Nella cronologia del testo compiuto, in realtà possiamo vedere che per i due amanti il trovarsi è anche un continuo perdersi e per poi ritrovarsi di nuovo. Un movimento che consolida e mantiene vivo l’amore, che non diventa mai una sistematica abitudine, ma una continua scoperta e un continuo bisogno e desiderio dell’altro.

Tornando al nostro testo, una cosa molto suggestiva, che ci risalta subito agli occhi attraverso immagini molto dense, è il contesto. Ci troviamo i un paesaggio agricolo, ma nella stagione primaverile. Ci viene descritto un “mondo” che rinasce in tutta la sua bellezza. Personalmente credo che nella dimensione poetica, questo ambiente non solo è una descrizione di un mondo agricolo, ma è la testimonianza di due occhi innamorati. La bellezza del contesto, è funzionale a dimostrare la bellezza del sentimento. Ci porta a considerare il bello e il buono che ci circonda. Il creato per un innamorato non è più “una valle di lacrime o un bacino di male e cattiveria”, ma il dono di Dio, colui che lo ha creato nella sua bellezza. L’amore trasforma gli uomini e il loro ambiente, rendendo gli uomini in uomini migliori, capace per la gioia che esso produce di trovare la bellezza di un fiore anche quando esso è coperto di fango. I cuori che scoprano l’amore, quello più sublime che viene da Dio soltanto, riescono a considerare in questo modo l’ambiente, la società. Essi nei loro cuore appaiono già diverse, trasformate dagli occhi di chi ama. Allora il servizio cristiano, diventa nel mondo un modo affinché venga esaltata quella bellezza, che già vive nel proprio cuore in speranza di quello che sarà nel regno di Dio.

Oltre all’ambiente sono molte suggestive anche le immagini degli animali che troviamo elencate nel capitolo. Nel nostro testo, l’innamorato è rappresentato come un capriolo, il cervo giovane. Esso è colui che è guida del branco, poiché è davanti e traccia la strada per quelli più vecchi che sono invece dietro al branco.

L innamorato conosce la strada, anzi è lui la guida per chi come lui vuole conoscere dove è l oggetto del suo amore, affinché altri come lui possono testimoniare del suo amore. Non ha bisogno di chi gli indichi la via, in quanto chi ama saprà sempre arrivare al cuore della propria innamorata. La nostra bussola e la nostra guida è il nostro amore, se amiamo non temeremo mai di perderci nelle foreste della solitudine e dello sconforto di questa vita. Soltanto se dimora in noi l’amore di Dio, possiamo essere guide “non cieche” per altri che non conoscono la strada per conoscere l’amore, o come succede a molti nel tempo, questo amore è stato perso.

L’amato è dotato di una straordinaria agilità, l’amore trasforma colui che ama in una persona capace di fare cose straordinarie. Egli viene “saltando i monti e balzando i colli”. L’innamorato non conosce ostacoli, niente gli può impedire di raggiungere colei che il suo cuore ama, niente può ulteriormente ritardare quell’incontro tanto desiderato.

Infatti, il tema centrale del testo della nostra riflessione è l’incontro. L’incontro atteso e desiderato dei due innamorati. Un incontro che viene assorbito nel tempo. L’incontro che deve essere tra i due è simile al momento in cui l’inverno lascia il posto alla primavera. L’incontro allora è un momento di grande gioia (la stagione del canto) . Esso è in primavera, avviene in un tempo di rinascita, di fioritura e di nuovo vigore. L’incontro con chi si ama, non può che portare la primavera nei cuori degli innamorati. Se il nostro cuore è congelato dal freddo di un inverno senza amore, allora è giunto il tempo di incontrare colui che solo può riscaldarci, perché ci ama di un amore eterno. L’incontro con Lui sarà la nostra rinascita la nostra gioia il ritrovare il vero vigore, il nostro fiorire. Lui è colui che viene, dall’inverno e porta la primavera. La sua assenza è caratterizzata dall’inverno, mentre la sua presenza fa cessare l’inverno lasciandolo alle sue spalle e porta per lei la primavera.

Ma cosa succede, questo incontro è impedito , perché l’innamorato trova un muro di separazione tra lui e colei che “il suo cuore ama”. Sembra quasi una contraddizione, ma ora tutto passa nelle mani dell’altra. L’amico è dall’altra parte, fa sentire la sua voce, si mostra attraverso le persiane, ma lei non riesce a superare la soglia della porta; rimane dietro al muro, nonostante che il suo cuore è in un grande conflitto, perché sa di amare colui che la chiama, ma non ha la forza di raccogliere l’invito e superare quel muro che ancora ritarda quell’incontro meraviglioso con colui che il suo cuore ama.

Ora ci troviamo davanti ad un momento drammatico della nostra storia d’amore. Lui che ha atteso questo incontro per “tutto” l’inverno, lui che ha atteso che lei potesse riposare, dormire fin quanto essa “lo desideri”, ora che tutto è pronto ed il tempo è giunto, la primavera è arrivata, ora che lui non vuole più attendere, perché il suo “amore è forte tanto quanto la morte”; lei ora esita, si nasconde, ascolta la sua voce ma non risponde ancora. Cosa la trattiene? Cosa aspetta?

Quello che separa i due innamorati è un muro, un muro di vetro.

Tra chi si ama a volte si crea proprio come un muro di vetro, perché come il vetro non si vede, ma c’è ed impedisce che i due possano incontrarsi, rincontrarsi, stringersi l’uno con l’altra. Un muro ché può essere infranto solo con una scelta d’amore. Il muro può essere la paura, quella che nasce dalla consapevolezza di sapere che l’amore è travolgente e capace a cambiare tutta la nostra vita, allora anche se riconosciamo il bisogno di tale amore, non ci sentiamo ancora pronti a farci travolgere. Una certa pseudo-morale, l’accogliere nella propria vita tale amore, facendo cambiare le nostre priorità le nostre prospettive e il nostro modo di vita. La paura di quello che gli altri diranno di noi, e soprattutto di rimanere isolati rispetto all’ambiente “della casa di origine”. Magari parenti ed amici non possono condividere la nostra scelta di amore, in quanto il nostro innamorato per loro altro non è che un perfetto estraneo, anche se possono dirci di conoscerlo meglio di noi.

Ma dall’altra parte del muro c’è colui che ci ama di un amore eterno, e attraverso di esso giunge al nostro cuore la sua voce, che ci invita ad lasciarci andare a questo amore. La sua voce ci parla, ci commuove , ma principalmente ci attrae a sé. Ci spinge a trovare la forza e il coraggio di superare il muro ed incontrarlo. Una forza ed un coraggio che possiamo trovare solo se i nostri occhi sono su di lui. Non riusciamo ancora a vederlo bene, ma attraverso le persiane, i nostri occhi lo cercano e lo trovano e fissi su di lui possiamo trovare la forza e il coraggio per non tardare all’appuntamento con colui che ci sta chiamando e vuole farci sentire quanto ci ama. Avendo gli occhi su di Lui significa considerare chi è colui che ci sta chiamando, avvertire la sua presenza e la sua benedizione che ci fa vibrare il cuore. Allora in questo modo cominciamo a considerare quanto sia importante per noi oggi incontrare colui che diciamo di amare e che sicuramente Egli ci ama. La sua parola ci spinge a fare “una fuga d’amore” con Lui. Fuggire con lui che è al di là del muro, abbandonando le nostre paure, religiosità e peccato. Questo tipo di fuga d’amore, anche se per quelli “di casa nostra” possa sembrare una pazzia, in realtà è la decisione e il desiderio che non possiamo e non dobbiamo sottrarci. L’apostolo nelle sue epistole ci spinge a “fuggire da questo mondo”, noi vogliamo allora fare questa fuga per e con il nostro innamorato. Dobbiamo avere fiducia in Lui, non affidandoci ai nostri pensieri e ascoltando i tanti dubbi e domande. Se ritardiamo ancora, il mondo diventa la nostra prigione. Dobbiamo solo ascoltare la voce di colui che ci ama e che ci sta chiamando per andare da Lui per incontrarlo e fuggire con lui, lontano da l’inverno del mondo.

Fuggire con l’amico suo, per andare tra le vigne. La Mishnà racconta che nel mese di ab il 15, le ragazze uscivano tra le vigne in ambito bianco per incontrare il futuro pretendente. Infatti, la Ghammarà racconta che chi voleva trovare moglie doveva andare tra le vigne. Allora, l’amico vuole portare colei che ama nel luogo dell’incontro, ad un momento particolare della sua vita, dove finalmente possono incontrarsi alla luce del sole. Dove la “loro fuga d’amore” possa essere vista da tutti ed essere così considerata qualcosa di puro e legittimo. Un’incontro che ci porterà a scelte importanti, ma che non sarà fatto nella clandestinità, come due amanti, ma davanti al mondo, pronti a testimoniare del proprio amore e della propria passione, di quell’amore sublime e di quella eterna passione, che possiamo trovare e ricevere solo ed esclusivamente da Dio.

Tra tanta passione, però non dobbiamo dimenticare che l’innamorato attraverso la sua voce, volge a colei che ama un invito d’amore. Ci troviamo davanti ad un invito non certamente ad un rapimento d’amore. Le parole dell’amico pongono lei davanti ad una scelta, gli offrono un’alternativa di vita in prospettiva di quella che attualmente vive, la sua persona rimane ferma, dietro al muro di vetro attendendo che colei che il suo cuore ama possa scegliere, nella libertà che può donare soltanto chi ama veramente. La scelta di rispondere all’ invito, da parte di lei è il primo vero segno di amore. La voce dell’Amico nei nostri cuori ha innescato di sicuro un vortice di pensieri, di dubbi e perché no, anche un certo turbamento dovuto alla nostra natura fragile e terrena. Ma se noi amiamo, come diciamo di amare colui che ci aspetta al di là del muro, il primo segno di amore è proprio quello di superare qualsiasi impedimento, materiale e spirituale, ed andare incontro a colui che è già è pronto ad accoglierci. Quante scuse noi troviamo per rimandare l’incontro con Gesù. Oppure ci siamo incontrati una volta, per poi tornare a nasconderci dietro al muro di vetro. Quanto lo Sposo chiama abbandoniamo ogni cosa, superiamo ogni impedimento, per correre tra le sue braccia di amore. Il tempo è giunto il Signore ci attende, “abbandoniamo ogni impedimento e rispondiamo di si alla sua chiamata di amore”. Una chiamata che ci incontra ogni giorno nella nostra vita, una chiamata che noi incontriamo ogni giorno in quello che facciamo o dobbiamo fare per Lui.

L’apostolo invita, prendendo spunto dai salmi, a risvegliarci dal sonno. Ma qui l’innamorato con la sua voce, non solo desta l’innamorata dal sonno, ma và oltre. Attraverso le persiane si incontrano gli sguardi e la proposta è quella di raggiungerlo. Allora l’amore è consapevolezza e azione. Cioè riconoscere l’amore in noi e nell’altro, ma soprattutto agire in vista di questo amore. Non dimentichiamo che nel libro dei proverbi è scritto che:” l’amore esige gesti concreti”. Allora ora Dio ti chiama, se lo ami in questo stesso momento, con tutto il tuo cuore, distruggi il muro di vetro e va da Lui, pronti per vivere solo per colui che ci ama di un amore eterno. Amen

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